Acquarica di Lecce: piccolo Centro di Origine Messapica

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Chiesa Acquarica di Lecce

La maggior parte dei paesi che costituiscono il territorio salentino presentano tracce importanti di antiche civiltà che, nel corso dei secoli, hanno abitato questa provincia meridionale. I piccoli e medi centri esibiscono ancora uno stile ed un’atmosfera retrò che ammalia i turisti e che contribuisce a creare il fascino del Salento.

Nelle vicinanze di Lecce, sorge il comune di Vernole, il cui territorio comprende ben 5 frazioni. Una di queste è la piccolissima Acquarica di Lecce, che si trova a soli 5 km dalla marina di Torre Specchia Ruggeri.

Brevi cenni storici di Acquarica

Il territorio di Acquarica di Lecce (da non confondere con Acquarica del Capo, comune del basso Salento) si compone di terreni con formazioni geologiche calcaree, che risalgono al Miocene. Il paese, come gran parte dei comuni salentini, fu abitato in epoca messapica (IV-III secolo a.C.), come testimoniano i ritrovamenti del Pozzo Seccato e delle tombe a grotticella.

Da alcuni manoscritti rinvenuti, si è potuto ricostruire almeno in parte la storia della piccola frazione, che fu dominata dapprima dai Normanni e poi da questi concessa in feudo alla Chiesa di Lecce, nel 1115.

Il casale di Acquarica fu venduto, nel 1533, da Gian Giacomo dell’Acaya a Gian Mario Guarino, per poi ritornare in possesso della Chiesa di Lecce nel 1578. Dopo essere appartenuta alle famiglie Palagano e Bozzi-Colonna, fu aggregata al comune di Vernole, in seguito all’Unità d’Italia.

Pu essendo un piccolo centro di poco più di 1000 abitanti, Acquarica di Lecce presenta dei siti di notevole interesse, che meritano senza dubbio una visita.  

Le architetture prestigiose di Acquarica di Lecce

Passeggiando per le strade della frazione, si può ammirare la Chiesa Madre di San Gregorio Nazianzeno, risalente al 1904 e fatta edificare per volere di Monsignor Leone Greco, in sostituzione della vecchia chiesa, di cui è ancora visibile il campanile e le tele della Madonna del Rosario e di san Gregorio Nazianzeno, del XIV secolo.

All’esterno, essa si presenta con una facciata in stile neoclassico, tripartita da paraste corinzie, mentre all’interno, a navata unica, potete ammirare un bellissimo quadro di cartapesta, raffigurante San Gregorio e Gesù, che sovrasta l’altare maggiore in marmo.

Anche la Cappella della Madonna della Pietà, edificata a tra il XVII e il XVIII secolo, presenta due statue in cartapesta, una raffigurante la Madonna con Gesù morto sulle ginocchia e l’altra la Madonna Desolata.

Di particolare interesse storico è anche il Castello, che sorge sulla parte più alta del paese ed è stato costruitonel 1549 su commissione di Giovanni Maria Guarino, Barone di Acquarica. Una lapide in marmo, in lingua latina, testimonia lo scopo principale per cui il castello è stato costruito: "per allontanare le incursioni dei Turchi e per proteggere gli abitanti del villaggio dai nemici, dietro autorizzazione di Ferrante Loffredo, marchese di Trevico e governatore di Terra d'Otranto, Giovanni Maria Guarino edificò questa piccola rocca nell'anno 1549".

Ad avvalorare ulteriormente il territorio di Acquarica, vi è anche la Colonna di San Gregorio Nazianzeno, architettura recente (inaugurata nel 2003) realizzata in pietra leccese dall'artista salentino Giuseppe Corrado, importante scultore di Montesano Salentino, recentemente scomparso.

 

L’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra e il Pozzo Seccato

Una delle strutture di maggiore pregio di Acquarica di Lecce, che potete visitare sotto la guida esperta del professore Francesco D’Andria nel corso degli eventi previsti dal calendario di Maggio Salentino, è la masseria fortificata di Pozzo Seccato: l’unica fattoria fortificata di età messapica.

Essa fu costruita intorno alla fine del IV secolo a.C. con un grande muro a secco, largo m.3,50 foderato all’esterno da una cortina di grandi blocchi di calcare squadrati, che ne delimita il perimetro e ne protegge l’intera area. Nella località Pozzo Seccato sono state compiute, dalla fine degli anni ’90, tantissime indagini archeologiche condotte dai professionisti dell’Università del Salento. A loro si devono tutte le ricostruzioni della masseria messapica che, stando agli approfonditi e meticolosi studi, venne abitata inizialmente dai nobili e abbandonata alla fine del III secolo a.C. Dopo aver subìto una serie di spoliazioni, l’edificio fu ristrutturato e usato da contadini e pastori, per venire nuovamente abbandonato agli inizi del I secolo d.C.

La struttura complessiva ricorda le fattorie fortificate che costellano il territorio salentino, costruite nel ‘500 per difendere persone e raccolti dalle incursioni dei turchi ottomani. Ma la fattoria di Pozzo Seccato è addirittura più antica di 1300 anni.

All’interno la masseria si presenta con un piccolo ambiente adibito per le attività essenziali della vita quotidiana e una serie di altri ambienti dedicati alle produzioni artigianali. Inoltre, in origine, la struttura comprendeva una piccola torre che permetteva di osservare un’estesa area, che comprendeva anche il litorale marino. Adiacente alla cucina, vi era un piccolo ambiente dove probabilmente venivano conservate le derrate da cucinare, mentre le derrate agricole erano conservate in un grande vano usato come granaio.

L’unica porta si apre verso la costa adriatica sul lato orientale della fortificazione, dove vi era un ambiente controllato da un capo di guardia, come ulteriore protezione dell’abitato. L’insediamento antico, inoltre, è immerso in un paesaggio rurale che conserva ancora integri i suoi caratteri originali: muri a secco, pajiare, aie, uliveti, “strittule”(strade strette),che caratterizzano l’assetto tipico di alcuni comuni del Salento.

Nel 2011 è stato inaugurato l’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra, nato proprio intorno agli studi sulla masseria sita in località Pozzo Seccato. L’ecomuseo si compone di un allestimento di un percorso, corredato da pannelli esplicativi, che permette di visitare l’intera area della Masseria, interessante non solo per quel che concerne le informazioni storiche e antropologiche, ma anche per un tuffo nelle consuetudini rurali e nel caratteristico paesaggio salentino.