Alla scoperta degli ulivi secolari nel Salento

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Ulivi secolari nel Salento

Il Salento è da sempre sinonimo di sole, mare cristallino e spiagge immacolate. Tuttavia, anche l'entroterra offre, alla stessa stregua delle zone costiere, dei paesaggi molto emozionanti. Proprio nelle zone interne della penisola salentina cresce l'ulivo secolare, uno dei simboli di questa terra, che ammalia con il suo fascino e la sua bellezza puramente mediterranea.

Gli ulivi si ergono sulla terra salentina in modo imponente e catalizzano l’attenzione di tutti coloro che contemplano queste piante ed i loro preziosissimi frutti, considerati due grandi eccellenze italiane di fama mondiale.

Essi rappresentano un unicum nel contesto agrario italiano e contraddistinguono da millenni questa terra, curata con una passione ed una dedizione intramontabile dai suoi abitanti. La peculiarità delle forme dei tronchi d'ulivo è, in parte, anche merito di generazioni di olivicoltori che hanno dato vita a inestimabili sculture arboree, attraverso interventi di potatura.

Con ogni probabilità, la coltura dell’ulivo è incominciata a partire dal VII secolo a.C. imponendosi da subito nella tradizione e diventando di grande importanza nello sviluppo, sia economico che sociale, della zona.

L’ulivo è una pianta che cresce molto lentamente e, col passare del tempo, il tronco si trasforma. A volte si piega su sé stesso, altre volte diventa sempre più contorto, fino a spaccarsi nel mezzo.

La corteccia assume diverse sfumature di colore a seconda dell’età del tronco, nonché della penetrazione della luce solare che brucia e secca il legno. Nelle zone non baciate dal sole, infatti, il legno tende a restare più umido e, talvolta, a marcire.

Ad oggi, si stima che circa 9000 ettari del territorio salentino siano occupati dagli ulivi, in grado di rendere ancora più unici i panorami che caratterizzano questa fantastica regione, che si protende languida fra due mari, l'Adriatico ad est e lo Ionio ad ovest.

La Puglia, ben conscia del suo spettacolare ed inestimabile patrimonio, nel 2007 ha scelto di tutelare i suoi ulivi secolari, con particolare riferimento a quelli salentini, attraverso una legge regionale che ne vieta sradicamenti incontrollati e modifiche non autorizzate del territorio.

Se vi capita di trascorrere una vacanza nel Salento, non perdete l’opportunità di ammirare almeno gli ulivi secolari più importante a livello storico e culturale.

Gli ulivi secolari più belli del Salento

Nei dintorni dell'abbazia di Santa Maria a Cerrate, che sorge a poca distanza da Lecce e a pochi passi dal parco regionale Bosco e Paludi di Rauccio. Qui i monaci basiliani, nel corso dei secoli, hanno dedicato buona parte delle loro vite alla coltivazione di questi alberi.

Non è da meno la zona circostante il comune di Tricase, situato nella parte più meridionale del tacco d'Italia: le distese alberate ed i muretti a secco tipici di queste parti dominano la scena ed offrono uno spettacolo di inestimabile bellezza.

A Tricase c’è la maestosa Quercia vallonea, che ha più di 800 anni e ha avuto, in passato, importante valore economico per gli abitanti del luogo, dato che dalle sue ghiande veniva estratta della polvere usata per la concia delle pelli, attività chiamata “l’arte del pelacane”.

Essa èconosciuta anche comeQuercia dei Cento Cavalieri, perché, secondo un’antica leggenda, Federico II di Svevia,insieme ai suoi cento cavalieri, trovò refrigerio sotto  la sua immensa chioma.

Nel circondario di Strudà, alle porte di Lecce, esistono anche alberi che equivalgono a vere e proprie sculture, chiamati dai contadini con nomi singolari, che richiamano la forma del tronco. Questi ulivi sono conosciuti come il Faraone, la Testa, il Serpente, la Cascata, il Barone e la Baronessa e sono tutti situati a breve distanza gli uni dagli altri.

Ulivi pluricentenari possono ammirarsi tutt’ intorno la masseria Visciglito o Gesuini, dal colonnato berniniano di grande bellezza, che fa da cornice a un corridoio esterno. La masseria è circondata da oliveti secolari, i più vecchi d'Europa, che affondano le loro radici su questa terra da oltre 2000 anni. I loro tronchi robusti e nodosi, scavati dal tempo, disegnano forme di pitture impressioniste.

Il più antico ulivo d'Italia si trova a Borgagne, frazione di Melendugno, a metà strada tra Otranto e Lecce. Ogni anno, a Borgagne giungono migliaia di visitatori incuriositi dalle fattezze e dalla storia secolare del decano degli ulivi salentini, che nulla ha da invidiare alle tante meraviglie naturali ed architettoniche che impreziosiscono questa terra dal fascino eccezionale.