Cosa vedere a Maglie: cittadina dalle architetture in pietra leccese

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Monumento a Francesca Capece, Maglie

Nel cuore della Provincia di Lecce è situata la graziosissima cittadina di Maglie, un centro stradale, ferroviario e culturale importante per tutto il basso Salento, che sorge in un solco vallivo, delimitato dai rialti terrazzati delle Murge e dalle Serre Salentine.

Grazie allo studio meticoloso degli archeologici e al ritrovamento di importanti resti all’interno dei confini della cittadina, si è stabilito che Maglie fosse abitata già durante l’età del bronzo o del ferro.

Cenni storici di Maglie

All’epoca preistorica risalgono le specchie, i dolmen ed i tanti menhir che arricchiscono di valenza storica il suo territorio, ma la scoperta più determinante, ai fini della ricostruzione della storia della piccola città, risale al 1980, quando furono ritrovati, nel fondo di Cattìe, tantissimi reperti risalenti all’epoca dell’Homo neanderthalensis.

Maglie,inizialmente, era un villaggio sviluppatesi intorno al Castello degli Angioini, diventato,nel corso dei secoli, residenza dei vari feudatari della cittadina. Il primo fu Andriolo Lubello, barone di Maglie sotto il regno di Alfonso I di Aragona,che operò importanti modifiche al castello.

Fino al XVIII secolo fulcro del villaggio era l’Isola di San Nicolò, un agglomerato umano che si sviluppava su un'area di forma ovoidale e comprendeva il palazzo baronale (oggi sede del Liceo Ginnasio Francesca Capece) e l’attuale piazza Aldo Moro, all’epoca chiamata Piazza delle Botteghe.

Da quest’agglomerato partivano sia una serie di stradine (in dialetto salentino, strittule) e vicoli senza uscita (curti), sia due importanti strade, Via della Congregazione e Via dei Foggiari, su cui si affacciavano palazzi in stile 500esco, appartenenti ai nobili.

L’assetto urbano cominciò a trasformarsi nei primi decenni dell’800, secolo in cui la cittadina diventò un importantissimo centro di attività commerciali, industriali, agrarie ed artigianali. Per tutto il secolo, Maglie riuscì ad imporsi anche a livello artistico e culturale: il 2 febbraio del 1890, ricevette il titolo di “regia città”, conferitole per mezzo di un decreto umbertino, fortemente voluto dal sindaco Achille Tamborino.

Nei confini cittadini sorsero palazzi in pietra leccese, che diedero e continuano a dare alla città un aspetto raffinato ed elegante, vennero installati due mulini, importanti per lo sviluppo agricolo ed industriale, sorsero numerosissime industrie. A titolo esemplificativo, si pensi alla straordinaria creatività dei Fratelli Piccino, che riuscirono ad esportare mobili di loro creazione in tutto il mondo, arredando le abitazioni di capi di stato, papi e importanti nomi del panorama mondiale.

L’Opificio dei fratelli Piccino fu fondato nel 1863 ed era destinato alla produzione artigianale e all’esposizione dei mobili, tra i più eleganti dell'intera Città. Nel 1863 subì un incendio di origine dolosa che indebolì fortemente gli equilibri dell’azienda, tanto che molti dipendenti si organizzarono in botteghe artigiane autonome e l'opificio fu trasformato in "Agenzia Coltivazioni Tabacchi-Magazzino sussidiario", fino allo smantellamento avvenuto nel 1995.

Oggi, il palazzo, dopo alcune importanti ristrutturazioni, è sede del Museo dell’archeologia industriale di Terra d’Otranto, che è possibile visitare il 6 maggio, grazie ad uno degli eventi previsti nel calendario del Maggio Salentino, insieme ad altri importanti strutture architettoniche, tra cui il Frantoio Ipogeo di via Foggiari, datato tra la fine del secolo XVI e la prima metà del secolo XVII.

Monumenti principali e di grande interesse artistico/religioso

Maglie è veramente una città piacevole da visitare, ricca di chiese appartenenti a diverse epoche storiche, che ne impreziosiscono, con architetture finemente decorate, la città.

Il Duomo, conosciuto anche come “chiesa grande”, risale presumibilmente al XVIII secolo e presenta una facciata di grandi proporzioni con un andamento mistilineo e finemente decorata. All’interno spiccano l’altare maggiore e i due altari del transetto, scolpiti in pietra leccese e dipinti a mano. Inoltre, custodisce tantissime opere, tra cui: “L’Ultima Cena”, opera di Francesco Palumbo, Madonna col Bambino e San Gaetano di Thiene e San Francesco da Paola, entrambe opere di Oronzo Tiso.

Accanto al Duomo, potrete restare incantati dal Campanile, alto circa 48 metri, e secondo, per altezza ed importanza, solo al campanile del Duomo di Lecce. Costruito tra il 1686 e il 1690 in pietra leccese, il Campanile si compone di cinque piani, con elementi in stile dorico, ionico, corinzio e tuscanico, attribuiti all'architetto leccese Giuseppe Zimbalo e al veneto Giovanni Larducci.

Molto suggestiva anche la Chiesa della Madonna delle Grazie, recentemente restaurata, conosciuta come chiesa della Congregazione. Pur essendo in stile barocco, la Chiesa ha una facciata semplice e lineare, e risale alla prima metà del XVI secolo. Sul portale, racchiuso tra due colonne tortili, è collocata la statua della Vergine col Bambino. All’interno, risaltano molto le piccole sculture sopra l'altare Maggiore che raffigurano l'Incoronazione della Vergine e alcune opere pittoriche attribuite a Giuseppe Verrio.

Passeggiando per le tipiche e antiche stradine che si snodano nel centro storico magliese, noterete certamente la bellissima Colonna delle Grazie, ennesima opera in pietra leccese, a fusto liscio, alta 15 metri ed eretta tra il 1684 e il 1687. Sul basamento quadrangolare presenta le statue dei quattro Santi protettori di Maglie: San Nicola, Sant'Oronzo, Sant'Antonio da Padova e San Leonardo. In cima, su di un capitello corinzio, invece, si può ammirare la statua della Vergine, danneggiata da un fulmine alla fine del XIX secolo.

Nel 1926 la Confraternita della Madonna delle Grazie, che in origine commissionò ad autori ignoti la realizzazione della colonna, decise di affidare allo scultore magliese Luigi De Pascalis la realizzazione della nuova statua, ancora oggi visibile.

Architetture civili

Al centro della città sorge il Palazzo Capece, sede dell’omonimo liceo, donato dall’ultima feudataria alla cittadinanza per l'istruzione e l'educazione della gioventù. Nel corso dei secoli, dopo essere stato costruito in epoca angioina, fu residenza di tutti i feudatari di Maglie, che ne cambiarono l’assetto architettonico. In maniera particolare, fu il duca Ascanio Filomarino, nel XVIII secolo, a demolire il vecchio castello ed a trasformarlo in un signorile ed elegante palazzo. Il portale è sormontato dallo stemma dei Capece: uno scudo con al centro il leone rampante e l’aquila dei Castriota-Scandeberg.

Accanto al liceo, si trovano l’imponente Palazzo del Municipio, risalente all’800, e la statua dedicata a Francesca Capece.

Passeggiando per la città, potete visitare Villa Tamborino, progettata da Tommaso Pispico per il senatore Achille Tamborino. Venne ultimata nel 1874 come giardino privato dell'antistante Palazzo Tamborino, ancora oggi di proprietà dei discendenti della nobile famiglia, e separato dalla villa da una piazza pubblica.

All’interno del parco, sono presenti delle grotte, che sono state rivestite con pietre naturali, conchiglie, stalattiti e stalagmiti, provenienti da alcune grotte della costa salentina, e cocci di ceramica. Il parco si ispira ai caratteristici giardini all'inglese, caratterizzati dalla presenza di numerose specie vegetali.