Guida ai menhir del Salento

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Nelle campagne salentine, ricche di colori che si intrecciano tra loro e che sono contrastati dall’azzurro del cielo e in alcuni casi del mare, potete notare alcuni menhir che sono dei veri e propri monumenti giunti sino ai nostri giorni dalla Preistoria

I menhir sono dei blocchi di pietra verticali e monolitici, generalmente di forma rettangolare, che possono raggiungere al massimo 5 metri di altezza.

Non si hanno ancora nozioni certe sulla loro funzionalità: secondo alcune tesi di studio, queste lunghe pietre sono legate ai riti funebri e corrispondono probabilmente a monumenti sepolcrali o tombe erette in memoria delle persone decedute, secondo altre linee di pensiero sono invece degli altari corrispondenti al culto pagano, oppure ancora sono dei semplici simboli che propiziavano la fecondità.

Il Salento è una terra incredibilmente ricca di menhir, alcuni dei quali presentano l’incisione di una croce, segno del processo di cristianizzazione attivo nel corso del Medioevo. Come conseguenza di tale processo, ancora oggi durante la Domenica delle Palme, ai piedi di questi monumenti, vengono benedetti i ramoscelli di ulivo.

Sono tanti i comuni salentini che presentano almeno un menhir. Vi suggeriamo di seguito una breve guida su alcuni dei più importanti e caratteristici su questi megaliti.

Giurdignano

Giurdignano è certamente il comune salentino che dovete visitare se volete ammirare i menhir, per la presenza di più di 15 esemplari, tanto da essere chiamato Giardino Megalitico d'Italia. Tra i tanti, degno di nota è il “San Paolo”, che rende perfettamente l’idea della cristianizzazione attuata, dato che il nome deriva dal Santo cui è intitolata la cripta bizantina su cui s'innalza.  Inoltre, all’interno della cripta, che si presume ospitasse una croce, potete contemplare un affresco che rappresenta la taranta, simbolo legato al culto di San Paolo, protettore delle “tarantate”.

A Giurdignano potete visitare, per citarne qualcuno, anche il menhir Madonna di Costantinopoli che sorge nelle vicinanze dell’omonima chiesetta, ha forma di parallelepipedo ed è realizzato in pietra leccese; il menhir Madonna del Rosario, che è difficile da riconoscere perché è stato trasformato nel corso dei secoli in una colonna volitiva, di forma ottagonale; quello di San Vincenzo che è uno dei più alti ed è collocato al centro del paese; i due “Vico Nuovo”, adiacenti e uguali, che hanno entrambi subìto dei danneggiamenti e dei successivi interventi di ristrutturazione.

Giuggianello

Alcuni monumenti megalitici del Salento si trovano a Giuggianello, come il menhir Polisano, omonimo all’antico casale dove fu ricollocato dopo l’abbattimento del 1977. Il monolite è realizzato in carparo e presenta evidenti segni di restauro, oltre a numerose tacche. Il menhir Croce Caduta o Quattromacine si trova nell’omonima campagna e, a differenza degli altri, è adagiato per terra. Si tratta di un parallelepipedo in pietra leccese.

Altre località

Nelle vicinanze di Otranto, più precisamente sulla Serra di Monte Vergine, sorge il menhir Monte Vergine che prende lo stesso nome del Santuario davanti al quale è collocato. È Martano il comune che vanta il menhir più alto d’Italia, il Santu Totaru, che supera i 5 metri di altezza. A Zollino potete ammirare il Menhir della Stazione e il Menhir Sant'Anna, importante per essere specificatamente sepolcrale poiché, secondo la leggenda, fu eretto in onore del capo di una tribù di guerrieri.