Il Parco dei Guerrieri a Vaste: testimonianze di un passato importante

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Cripta a Vaste

Quando si parla di Vaste, l'immaginazione vola veloce e, subito, ci porta alla mente una città antica, dalla tipica bellezza salentina, ed uno dei siti archeologici meglio conservati, non solo del Salento ma dell'Italia intera. Importante città messapica, barbaramente distrutta nel 1147 per opera di "Guglielmo il Malo", Vaste può vantare origini antichissime: le testimonianze più accreditate, infatti, inducono a ritenere che già nell'Età del Bronzo l'area fosse parzialmente colonizzata.

Gli importanti studi compiuti su questa piccola frazione di Poggiardo, hanno portato alla scoperta di testimonianze che documentano la presenza di un villaggio iapigio a capanne, sviluppatesi nel corso dell'Età del Ferro e, più precisamente, intorno all'VIII secolo avanti Cristo.

Fu verso il III secolo a.C. che il villaggio attraversò un momento di grande splendore e crescita, tanto da aumentare considerevolmente il numero di abitanti ed abitazioni; in questo periodo, inoltre, furono realizzate importanti strutture architettoniche, come una possente cinta muraria, una rete stradale e alcuni luoghi di culto. A seguito delle tante invasioni, ad opera dei Goti, dei Longobardi e dei Saraceni, ed a seguito della distruzione avvenuta in epoca romana, oggi di queste notevoli realizzazioni restano solo alcuni reperti, rinvenuti durante gli scavi.

Gran parte degli scavi sono oggi visibili nel centro del paese, dove sorge il complesso archeologico di incredibile interesse, noto con il nome di Parco dei Guerrieri, visitabile anche durante un evento del Maggio Salentino.

Il Parco dei Guerrieri e il Museo della Civiltà Messapica

Situato all'interno dell'area che va da Vaste fino alla Serre di Poggiardo, il parco archeologico si estende su circa venti ettari, divenendo dal punto di vista archeologico uno dei luoghi più famosi del Salento.

All'interno del Parco dei Guerrieri si può ammirare un curioso agglomerato: non solo abitazioni primitive, dalle fattezze particolarmente semplici e senza fronzoli, ma anche i primi esempi di fornaci, botteghe artigiane, "necropoli a tumulo" e luoghi di culto, importanti centri d'incontro spirituale per gli abitanti dell’antico villaggio.

Con il massimo sviluppo di Vaste, ascrivibile tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, la città fu protetta e fortificata per resistere ai sempre più pressanti attacchi nemici, come ben testimoniano i resti della spessa cinta muraria che, presumibilmente, racchiudevano strade, palazzi, abitazioni, edifici sacri e luoghi deputati all'attività commerciale.

Tra i ritrovamenti più illustri dell'area spicca il famoso "Ipogeo delle Cariatidi", andato quasi completamente distrutto. Si tratta di una tomba a camera ellenistica, cui vi si entrava grazie ad un particolare architrave completamente decorato, sostenuto da ben quattro Cariatidi, le inconfondibili statue con le fattezze femminili, sovente utilizzate come colonne. Oggi, una delle Cariatidi, insieme ad un bassorilievo, è esposta nel Museo Provinciale "Sigismondo Castromediano", a Lecce, le altre tre Cariatidi con il secondo bassorilievo, invece, si trovano nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto.

Ma, oltre al Parco dei Guerrieri, Vaste ospita anche l'importante Museo della Civiltà Messapica. Il museo, situato nella centralissima piazza Dante e ospitato all'interno del Palazzo Baronale, raccoglie tutti i vetusti reperti dell'antica civiltà messapica, quali urne e corredi funerari, epigrafi, bassorilievi e scheletri provenienti, probabilmente, dal vicino Parco dei Guerrieri.

Percorrendo gli eleganti saloni, si potranno ammirare tombe e sarcofagi, "tesserae lusoriae", coppe e iscrizioni, nonché un importante "capitello decorato a rosette", parte integrante di una vecchia colonna di origine funeraria.