La Biblioteca Provinciale Bernardini

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Libri antichi

La Biblioteca Provinciale di Lecce è situata presso il l'ex Convitto Giuseppe Palmieri e conserva ancora delle prestigiose stanze presso l’ex Collegio Argento in viale Gallipoli.

La Biblioteca venne fondata il 20 marzo 1863, quando il Consiglio Provinciale di Pubblica Istruzione deliberò di rendere fruibile al pubblico la biblioteca già esistente nel Convitto Nazionale di Lecce.

La Biblioteca è legata all’attività di Sigismondo Castromediano, patriota e politico leccese, a cui si deve una fondamentale attività di recupero e conservazione di tantissimi reperti di antiche epoche, ritrovati sul territorio salentino e tutt’oggi conservati nell’omonimo museo, anch’esso allestito nelle sale del Collegio Argento.

Inoltre, il complesso bibliotecario è stata gestito e organizzato da importanti figure intellettuali del panorama salentino, che si sono succedute dando vita ad un meticoloso lavoro di ricerca ed acquisizione, che ha conferito alla Biblioteca un autorevole valore.

A tal proposito, fondamentale fu l’impegno dei tanti bibliotecari, come: Gaetano Andriani, Leonardo Stampacchia, Trifone Nutricati Briganti, Giovanni De Michele, succedutesi all'avvocato Oronzo Cepolla, primo a ricoprire questo nobile ruolo.

Dal 1902 la gestione passò a Nicola Bernardini, collezionista, giornalista e storico, in omaggio del quale oggi è intitolata la biblioteca. Negli anni 70 ne fu direttore Teodoro Pellegrino, noto per essere stato uno dei fondatori dell’Università degli Studi di Lecce (oggi Università degli Studi del Salento).

Il lavoro degli illustri uomini ha portato la Biblioteca provinciale ad essere, nel tempo, un posto fondamentale per conoscere la storia salentina, attraverso un cospicuo numero di fonti manoscritte ed a stampa, attribuibili a diverse epoche storiche.

Da un nucleo di circa 35.000 volumi antichi, tra cui sono compresi i nuclei librari dei soppressi conventi de Padri Teatini di Lecce, dei Liguorini di Francavilla Fontana e dei Riformati di Gallipoli, si sono aggiunte nel corso degli anni copiose raccolte private e collezioni bibliografiche, ottenute mediante donazioni ed acquisti.

La presenza di Teodoro Pellegrino ha contribuito a riporre particolare attenzione nella scelta di testi umanistici, reperiti in parallelo allo sviluppo dell'Università, che nacque a Lecce con le Facoltà di Magistero e Lettere. Più di 15.000 volumi costituiscono la Sezione dedicata agli Scrittori Salentini, distinta in due ramificazioni che discernano le opere dei nativi del Salento, da quelle di autori non locali, attivi nella provincia di Lecce.

Inoltre, il patrimonio oggi vanta oltre 130.000 volumi, 486 manoscritti, 31 incunaboli, 435 edizioni del XVI secolo. Le Sezioni in cui sono classificati i libri, sono varie e molto interessanti da un punto di vista storico/culturale: si passa dalla Sezione dell'Emeroteca Salentina, costituita da circa 100 testate giornalistiche, alle Sezioni che conservano ben 275 pergamene, atlanti, carte geografiche della provincia e fotografie storiche, fino alle raccolte appartenute ad importanti personalità come, per citarne qualcuno a titolo esemplificativo, Baldassarre Papadia, Amilcare Foscarini e Francesco Barbieri. Particolarmente sviluppate sono anche le sezioni relative alla storia dell'arte, all'antiquariato librario e alla storia e letteratura americana.

La Biblioteca Provinciale Bernardini si sviluppa in alcune sale di grande fascino storico, dove spesso sono organizzati interessanti eventi culturali e dove studenti e studiosi, o anche semplici appassionati, possono trovare la giusta pace e tranquillità per approfondire un qualsiasi aspetto della cultura, della storia e dell’arte salentina, nazionale e internazionale. Inoltre, alcune sale sono state rivalorizzate grazie ad opere di ristrutturazione, volute dal fervido lavoro di alcuni recenti direttori, come il dott. La Porta, a cui si deve il recupero di alcune aule della vecchia sede dell’ex Convitto Palmieri, completate di recente grazie all’utilizzo dei Fondi Comunitari.