LA GROTTA ZINZULUSA

Maggio Salentino - Percorsi tra Arte e Storia - Poesia e Musica - Mare e Natura

Lungo la costa adriatica del Salento sono presenti tantissime grotte che rendono ancora più bello e sensazionale il lato orientale della provincia di Lecce. Sono molte le compagnie che offrono la possibilità di fare delle escursioni in mare per ammirare anche dall’interno alcune delle bellissime insenature.

Fra le tante, una delle grotte presenti nella marina di Castro, ha un fascino particolare anche per le scoperte che al suo interno sono state fatte da alcuni studiosi. Queste scoperte permettono di portare alla luce nuove importanti tracce di civiltà che, in tempi passati, hanno segnato la storia del Salento.

Si tratta della Grotta della Zinzulusa, situata tra Santa Cesarea Terme e Castro, in una zona ricca di attrattive e caratterizzata da tante meraviglie naturali, sia lungo la costa che nell’entroterra.

La denominazione della grotta deriva dal termine dialettale "zinzuli", stracci, ed è dovuta alle formazioni carsiche, in particolare stalattiti, che pendono dal soffitto come fossero stracci appesi. La formazione della grotta e riconducibile al periodo del Pliocene (da 5 a 2,5 milioni di anni fa).

La grotta, idealmente divisibile in tre zone (ingresso, cripta e fondo), è invasa da acque sia marine che dolci sorgive. È particolarmente interessante dal punto di vista faunistico la presenza di una spugna troglobia, la Higginsia Ciccaresei, scoperta nel 1996 in occasione delle ultime esplorazioni speleosubacquee. La spugna è stata definita dagli studiosi come un vero “fossile vivente”. In generale la grotta è ospite di una inusuale diversità biologica, anche con specie endemiche della cavità.

Fu il vescovo di Castro, Antonio Francesco del Duca, nel 1793, a scoprirla e ad effettuare la prima esplorazione. Tuttavia, i primi studi iniziarono solo 150 anni dopo, nel 1950, e la grotta fu aperta al pubblico nel 1957.

La grotta si articola in tre parti:

  • (ingresso) - si caratterizza per la grande varietà e quantità di stalattiti e stalagmiti, che hanno una straordinaria somiglianza con oggetti o animali. In questa zona, attraverso un lungo corridoio denominato delle Meraviglie si trova un piccolo lago, di acqua limpidissima dolce mista a infiltrazioni marine, chiamato Il Trabocchetto.
  • (cripta) - la grotta continua con una grande cavità denominata Cripta o Il Duomo, caratterizzata da pareti lisce alte fino a 25 metri; questa parte di grotta pare risalire al Cretacico (da 145 a 66 milioni di anni fa). La grotta era abitata da un gran numero di pipistrelli, che l'avevano ricoperta con il loro guano per circa 5 - 7 metri. Il guano, solido e su cui era possibile camminare, fu estratto negli anni ‘40 da operai che, con lo stesso guano, realizzarono sulle pareti del Duomo delle scritte indelebili. Attualmente rimangono nella grotta poche decine di pipistrelli, che la abbandonano la notte.
  • (fondo) - è la parte terminale della grotta, che giunge fino a circa 160 metri oltre l'ingresso, anch'essa ricavata in rocce cretaciche, e ospita il piccolo bacino chiuso del Cocito, interdetto alle visite del pubblico per ovvi motivi di tutela. Le acque sotterranee sono state esplorate nel 1996 da una équipe di speleologi e speleosubacquei, diretti da Ninì Ciccarese e Raffaele Onorato, sotto la supervisione scientifica del prof Lucio Pesce dell’Università de L’Aquila. In occasione di tale campagna esplorativa, sono stati messi in luce circa 160 metri di ambienti completamente sommersi e sono state rinvenute e segnalate alcune nuove specie di vita, alcune delle quali sconosciute alla Scienza. In seguito a tali scoperte, il Karst Waters Institute (KWI) ha inserito il nome della grotta nella lista dei 10 sistemi carsici a maggior rischio, cui è necessario garantire sufficiente tutela.

Attualmente la grotta è oggetto di ulteriori studi, sotto la direzione scientifica del prof. Genuario Belmonte dell’Università del Salento.

Durante la Visita a grotta Zinzulusa, che si terrà il del 29 maggio, Nini Ciccarese illustrerà le principali evidenze speleo-geologiche, archeologiche e bio-ambientali riferite alle problematiche di conservazione, promozione e frequentazione turistica della grotta.