Le 3 porte di Lecce: Rudiae, Napoli e San Biagio

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Nel profondo Sud d’Italia, dove il mar Ionio e il mar Adriatico si incontrano e si fondono, spicca per bellezza e grandezza storica la città di Lecce, capoluogo dell’omonima provincia pugliese e città principale di quell’area geografica e culturale conosciuta come Salento.

Lecce è ricca di storia, cultura e arte che rispecchiano il passaggio di civiltà diverse, i cui segni sono tangibili lungo le sue strade e negli angoli della città. Il centro storico, in maniera particolare, vi colpirà per lo sfoggio di raffinate architetture barocche, per le quali il capoluogo salentino viene chiamato anche “Firenze del Sud”, costruite in pietra leccese, roccia calcarea tipica del Salento.

Il Barocco Leccese, esibito come elemento decorativo sulle facciate di tanti palazzi e chiese, si è sviluppato tra la fine del XVI secolo e la prima metà del XVIII secolo, periodo incredibilmente florido per la città, e si è innestato sui precedenti resti della civiltà messapica e di quella romana.

Il perimetro dell’intera città di Lecce, i cui confini oggi corrispondono al centro antico che potete visitare facilmente, era delimitato dalla presenza di 4 porte: Porta Rudiae, Porta Napoli, Porta San Biagio e Porta di San Martino; quest’ultima è stata distrutta nel corso dell’800, era situata nell’attuale via Matteotti, strada che congiungeva Lecce alla marina di San Cataldo.

Porta Rudiae è la più antica delle 3 porte e costituiva il principale ingresso nella città. Fu costruita nel ‘400 e venne così chiamata perché sorgeva sulla strada che portava a Rudiae, antica città di origine messapica. Crollò nel corso del XVII secolo e fu ricostruita nel 1703 circa per volere di Prospero Lubelli, patrizio leccese. La porta, che è stata realizzata da Francesco, Angelo e Giuseppe Guido, è composto da un unico fornice, con 4 colonne, 2 per lato, che sostengono un architrave in cui sono disposti i busti dei personaggi tratti dal mito: Malennio, re dei Salentini e fondatore della città, Dauno, Litio Idomeneo, e Euippa. In alto potrete scorgere la statua di Sant’Oronzo, protettore di Lecce, affiancato dalle statue di Sant’Irene e San Domenico.

Porta Napoli è un arco di trionfo edificato sul luogo dove c’era l’antica porta San Giusto e fu denominata in questo modo perché oltre ad essa si intraprendeva la via consolare per Napoli. Realizzata da Ferrante Loffredo, su disegno dell’architetto Giangiacomo dell’Acaya, è il simbolo della gratitudine della città nei confronti di Carlo V, che aveva contribuito a realizzare opere di fortificazione in difesa di Lecce. Tale omaggio è testimoniato dalla presenza dell’epigrafe dedicatoria, delle armi e dello stemma imperiale asburgico racchiuse dal frontone triangolare, sorretto da due coppie di colonne corinzie, oltre che dalle tante raffigurazioni. Costruita nel 1548, Porta Napoli rappresenta l’accesso più pomposo nella città di Lecce e vi stupirà per la sua imponenza.

Porta San Biagio fu eretta in onore a San Biagio, vescovo di Sebaste, città dell’Armenia, la cui statua si erge sulla parte superiore dell’arco, mentre ai lati sono presenti gli stemmi della città di Lecce e quello di Ferdinando IV di Borbone. Voluta da Tommaso Ruffo, governatore di Terra d’Otranto, venne edificata nel 1774, in sostituzione di una porta antica, precedentemente eretta per volontà di Carlo V. Noterete e apprezzerete indubbiamente le decorazioni minuziose e l’iscrizione dedicata al Santo, scolpite sulla facciata.

Ancora oggi le 3 porte svolgono la loro funzione di accessi incantevoli in uno scrigno di suggestivi scenari artistico/architettonici, arricchiti dalla luce vivida e naturale che, come la mano virtuosistica dei geni creativi d’epoca barocca, enfatizza e risalta una Lecce bella e spettacolare in ogni periodo dell’anno.