Negroamaro: il vino del tacco d’Italia

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Negroamaro, vino del Salento

Le terre salentine, baciate dal sole e attraversate dal vento,sono cariche di profumi che ritornano alla mente quando si stappa una bottiglia di Negroamaro.

Questo vino, il cui sapore unico e inimitabile ha conquistato l'intera Italia facendosi apprezzare notevolmente anche all'estero, è conosciuto con diversi nomi: Nero Leccese, NiuruMaru, Uva Cane o anche Nicra Amaro.

L'origine del nome non è tuttora molto chiara ma, secondo alcune interpretazioni, dovrebbe derivare dal termine latino“Niger” e da quello greco“Mavros”, che significano entrambi nero.

Le origini e la provenienza geografica


Il Negroamaro è un vitigno tipico dell'Italia Meridionale, in particolare del Salento, delle zone di Brindisi, Taranto e Lecce.

La coltivazione di questo vitigno risale, secondo alcune fonti storiche, all’epoca della colonizzazione greca. Molti anni fa, prima del grande boom di popolarità, il Negroamaro veniva impiegato principalmente per tagliare i vini, ossia veniva unito ad altre tipologie di vino, al fine di ottenere la gradazione e il colore desiderato.

Il mosto era molto ricercato da produttori vitivinicoli del Nord Italia e della Francia che, mischiando ai vini di produzione propria il mosto salentino, riuscivano a dare alto tenore alcolico e colore intenso, grazie all'elevata quantità di zuccheri del Negroamaro.

Dal 1957, all’incirca, gli acquirenti del Nord non acquistarono più il mosto e questo comportò un consistente danno per l’economia salentina. Ciò indusse i produttori  locali ad organizzarsi, munendosi di capaci enologi, e vi fu una rinascita della filiera del vino pugliese.

Da ormai diversi anni, con le uve di questi vitigni si producono vini puri, che hanno riscosso un grande successo sin dalla loro prima immissione sul mercato. Il Negroamaro fino ad oggi non ha conosciuto momenti di stallo e continua ad essere considerato uno dei vini con il maggior tasso di crescita sul territorio nazionale e internazionale.

Vitigni utilizzati e caratteristiche organolettiche

I grappoli del vitigno Negroamaro sono di media grandezza, ricoperti da molta pruina, dal colore nero tendente al violaceo e caratterizzati da una polpa particolarmente dolce.La maturazione in genere è abbastanza tardiva, per questo motivo i produttori si dedicano alla vendemmia a partire dalla seconda decade di settembre.

Il vino viene sottoposto ad un processo di invecchiamento, che di solito varia dai 6 ai 12 mesi.Il Negroamaro si riconosce per il suo colore rosso rubino, dai riflessi molto scuri, quasi neri, e per il suo intenso profumo dai toni fruttati. Il caratteristico gusto è asciutto con una nota leggermente amarognola.

Gli abbinamenti migliori

Se trascorrete una piacevole vacanza nel Salento, non perdete l’occasione di degustare questo tipico e meraviglioso vino.

Il consiglio per apprezzare le proprietà del Negroamaro è di servirlo alla temperatura di circa 16° e dentro appositi calici da vino.

Il Negroamaro è un vino versatile che si accompagna a vari tipi di pasti, in particolar modo ai piatti tipici della tradizione culinaria salentina.

Ottimo l'abbinamento con la carne alla brace, con i caratteristici pezzetti di cavallo al sugo, con la pasta fatta in casa (come i maccheroni, le orecchiette o le sagne 'ncannulate), con gli involtini di frattaglie (in dialetto salentino turcinieddhi o gnummareddhi) oppure con la zuppa di ceci.