Tour nella Lecce romana

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Anfiteatro Romano a Lecce

Lecce è una città ricchissima di storia, grazie alle tante civiltà diverse che si sono succedute nel tempo. Nel corso del I secolo a.C. il capoluogo salentino visse un graduale passaggio da città messapica a città romana e, in breve tempo, si arricchì di nuove strutture tipiche di quell’epoca.

I Romani diedero alla città il nome di Lupiae e la trasformarono in un vero e proprio municipio romano intorno all'80 a.C, subito dopo la Guerra Sociale. In quei tempi, le necropoli vennero spostate all'esterno delle mura, mentre l’assetto urbanistico della città subì una profonda trasformazione durante il periodo di Augusto.

L’antica Lupiae si componeva di luoghi di grande rilevanza, di cui oggi è possibile scorgere frammenti e tracce emerse, a volte casualmente, durante gli scavi operati nel tempo.

Al Museo Sigismondo di Castromediano sono conservati alcuni reperti di notevole interesse storico/culturale. Tra i tanti, è possibile ammirare nelle apposite sale del museo, i resti del trapetum (frantoio) che si presume sorgesse a Castromediano, sita nell’omonima frazione di Cavallino.

Al museo sono conservati anche frammenti di oggetti (monete, vasi, utensili vari) e di statue, alcune delle quali riconducibili alla rappresentazione scultorea di un'Artemide, di uno Zeus, di un Ares, di un’Amazzone, e di un'Athena, che arricchivano la scaenae frons del teatro romano.

L'antico foro della città e gli altri resti

Al rientro di Ottaviano dall'Oriente, intorno al 44 a.C, nell'attuale area di Piazza Duomo viene fatto costruire il foro della città, corredato di teatro e anfiteatro. Tra l’anfiteatro e la piazza, sorgeva un edificio templare di grandi dimensioni, di cui oggi restano solo 4 capitelli ionici in marmo.

Allo stesso periodo risalgono anche le Terme Pubbliche, scoperte solo negli ultimi anni e collocate nell'area intorno alla Chiesa di Santa Chiara. Sotto Palazzo Vernazza, invece, vi sono pochi resti di quello che probabilmente fu una struttura templare, costruita in onore di Iside.

Il teatro Romano

Il teatro romano fu scoperto nel 1929, durante alcuni lavori eseguiti nei giardini di palazzo D'Arpe e palazzo Romano,due edifici storici della città.

Si componeva di un’orchestra semicircolare e di un’ampia scena ed era in parte scavato nella roccia sottostante. Anche la cavea è costituita da blocchi di roccia calcarea ed è divisa in sei cunei da cinque scalette radiali. Ogni cuneo è costituito da dodici gradoni che potete ammirare nella loro bellezza, grazie anche ad accurati interventi di restauro.

Nel complesso teatrale è presente anche l’orchestra, conservata nella sua originale pavimentazione a grandi lastre regolari di pietra, che è corredata da tre larghi gradini, riservati ai personaggi più autorevoli della città romana.

Inoltre, nel proscenio si notano il canale destinato ad accogliere il sipario e molti incavi, probabilmente utilizzati per le impalcature degli scenari in legno.

Il teatro romano si presuppone risalga al periodo augusteo, secondo gli studi effettuati su alcuni frammenti della decorazione fittile del balteus, mentre all'età degli Antonini risalgono le statue marmoree che adornavano il teatro.

Nella zona attigua al Teatro, potete approfondire questo incantevole viaggio nella storia con una visita al museo omonimo, che ne conserva i reperti e ne ricostruisce l’assetto architettonico ed artistico.

L'Anfiteatro di piazza Sant’Oronzo

Il più grande edificio teatrale della Puglia si trova proprio a Lecce, nella frequentatissima Piazza Sant'Oronzo, dove oggi sono ben visibili i resti dell'antico anfiteatro romano. Tra gli studiosi la datazione del monumento è ancora oggetto di discussioni: l’anfiteatro infatti potrebbe risalire all'età augustea o a quella traiano-adrianea.

I resti dell’anfiteatro vennero messi alla luce durante il periodo del fascismo, intorno agli anni '30, ma solo un terzo dell'intera struttura venne recuperato poiché la restante parte si trova sotto la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Del monumento, realizzato direttamente nella roccia e in parte costruito su arcate in opera quadrata, possono essere ammirati tratti dell'arena ellittica, su cui si articolano le gradinate dell'ordine inferiore, e due corridoi anulari. Un corridoio si sviluppa sotto le gradinate, l'altro, invece, è esterno e scandito da imponenti pilastri, sui quali era imposto l'ordine superiore caratterizzato da una galleria di fornici.

Il podium, muro che divide l’area dalla cavea, era decorato da rilievi in marmo che rappresentano le venationes (in latino, scene di combattimento) che avvenivano all’interno della struttura. Tali scene ritraggono scontri tra cacciatori o gladiatori con animali di specie diverse, come, per citarne alcuni, cani, tori, lupi, cinghiali, leoni.

Ancora oggi nell’anfiteatro sono organizzate mostre o rappresentazioni teatrali e musicali, che si arricchiscono di una magia senza pari. Inoltre, al suo interno ogni anno viene allestito il presepe natalizio, che rende il monumento ulteriormente suggestivo grazie alla danza di luci e colori.